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Sorveglianza dopo TEVAR

Ludwig et al. Am Surg. 2018 Jul 1;84(7):1129-1132.

Il protocollo di follow-up (controllo) ottimale per i pazienti sottoposti a riparazione aortica toracica mediante posizionamento di endoprotesi (tecnica endovascolare TEVAR) per trauma toracico aortico rimane poco chiaro.

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La terapia sclerosante quando si può e quando non si può fare

La terapia sclerosante rappresenta oggi una valida alternativa al trattamento chirurgico ed endovenoso per il trattamento delle varici. Secondo le Linee Guida le indicazioni alla terapia sclerosante delle varici sono le seguenti:

  • teleangectasie che, pur se rilevanti dal punto di vista estetico, quando si associano alla sintomatologia propria della malattia venosa cronica, possono rappresentarne il suo primo stadio (Grado 1A);
  • varici reticolari (1-3 mm) (Grado 1A, 2B con schiuma);
  • varici safeniche (Grado 2B);
  • varici extra-safeniche (Grado 1C);
  • vene perforanti incontinenti (Grado 1C);
  • varici residue e recidive dopo intervento chirurgico (Grado 1C);
  • varici post-flebitiche (Grado 1C);
  • varici nelle malformazioni venose congenite quando l’intervento chirurgico non è attuabile (Grado 2B);
  • varici di origine pelvica;
  • varici peri-ulcerose (Grado 1B);
  • ricanalizzazioni post-scleroterapia (Grado 1B);
  • trattamento d’urgenza in caso di emorragia da rottura di varice.

Tuttavia questo tipo di terapia non sempre è attuabile: esistono infatti diverse controindicazioni alla scleroterapia. Queste possono essere suddivise in assolute e relative.

Controindicazioni assolute:

  1. Malattie sistemiche e della crasi ematica scompensate o non ben controllabili farmacologicamente quali:
    • cattive condizioni di salute;
    • epatopatie scompensate;
    • nefropatie scompensate;
    • diabete non controllato farmacologicamente;
    • malattie febbrili con necessità di allettamento;
    • coagulopatie ad alto rischio trombo-embolico;
    • neoplasie in fase acuta;
  2. allergia o anche idiosincrasia ai liquidi sclerosanti;
  3. impedito deflusso venoso quali ostruzioni trombotiche o insufficienza cardiaca;
  4. infezione locale nella zona da trattare o grave infezione generalizzata;
  5. immobilità prolungata e/o lunga degenza a letto;
  6. difficile deambulazione;
  7. occlusione arteriosa periferica grave;
  8. per la scleroterapia con schiuma, in aggiunta alle precedenti: noto shunt destro-sinistro sintomatico (ad esempio forame ovale pervio).

Controindicazioni relative:

  1. gravidanza;
  2. allattamento al seno (interrompere l’allattamento per almeno 2-3 giorni);
  3. trombofilia non efficacemente gestibile (il trattamento anticoagulante, di per sé, non è una controindicazione alla terapia sclerosante);
  4. trombosi venosa superficiale in fase acuta;
  5. nota predisposizione alle allergie;
  6. Per la scleroterapia con schiuma, in aggiunta: disturbi neurologici, tra cui emicrania, a seguito di precedente scleroterapia con schiuma.

, Agus GB et al; Collegio Italiano di Flebologia. Linee Guida per la diagnosi ed il trattamento della patologia venosa e linfatica. Int Angiol 2005; 24: 107-68.

 

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La terapia sclerosante: di cosa stiamo parlando?

La terapia sclerosante si basa essenzialmen­te sull’iniezione endovenosa di sostanze chimiche irritanti le quali sono in grado di deter­minare una infiammazione reattiva delle pareti vasali (detta endotelite) con esfoliazione dello strato interno della parete stessa e formazione del trombo.

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Il Linfedema: cos’è e come diagnosticarlo

Con il termine linfedema si intendere “una condizione patologica che si manifesta con edema distrettuale ad elevata concentrazione proteica interstiziale, alterazioni degenerative dei tessuti connettivi della cute e del sottocute, frequente riduzione delle funzioni immunitarie

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